“Un artista deve essere un’infinità di cose: poeta, naturalista, filosofo.
Paul Klee, cit., in Diario III (n. 895), primavera 1911.

 

“Io sono io e la mia circostanza, e se non salvo questa non mi salvo nemmeno io”
  Josè Ortega y Gasset, cit., in Meditazioni sul Don Chisciotte, 1914.

 

“Bisogna scoprire l’occhio in ogni cosa”
Giorgio de Chirico, cit., in Zeusi l’esploratore, 1918.

 

“L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile. […]”
Paul Klee, cit., in Confessione creatrice, 1920.

 

Galleria San Lorenzo, esposizione personale, Milano, 2011.
(photo Matteo Tosi, Milano ©)

 

I miei dipinti e le mie sculture non sono parti di sogni, ma sezioni viscerali di realtà: labirinti mentali, dove l’essere umano nasconde la sua linfa più intima. Il caos che diventa vita attraverso i ricordi di una casa, di un pozzo, di vie assolate, di segni blu, di un incendio, di architetture, di città, di natura, di fragili visioni, di morte.
Queste suggestioni mnemoniche rivivono fondendosi col presente, un presente eternamente confuso che precede l’atto creativo.
Non credo in uno sviluppo temporale dell’arte ma in una totale immersione, dove tutto si confonde: passato, presente, futuro e il nulla compreso, dove l’intero diventa presagio e a sua volta immagine.
Jean Córdova

 

My paintings and my sculptures aren’t parts of dreams but visceral sections of reality: mental mazes, where humans hide their most intimate thoughts. Chaos becomes life through the memories of a house, a well, sunny roads, blue signs, a fire, architecture, cities, nature, fragile visions, death.
These mnemonic suggestions live again, blending with the present, a confused present that anticipates the creative act.
I don’t believe in a temporal evolution of art, but in completely immersing in it, where everything is mixed: past, present, future and the nothingness, where the whole becomes an omen and an image.
Jean Córdova

 

 

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