Inaugurazione: San Pantaleo, Galleria Bob Art & Friends, assieme all’amico filosofo Diego Fusaro, curatore della mostra personale dal titolo “Jean Córdova. Conditio sine qua non”, 20 settembre 2018.
Dipinto alla parete: J.Ò. Oblomov (Serie Oblomov), acrilico, pastello e carboncino su carta intelata, 2016.
(photo Zaum, 2018)

JEAN CÓRDOVA. Conditio sine qua non

mostra a cura del filosofo DIEGO FUSARO

“L’arte non è una forma di semplice piacere estetico ma al contrario essa svolge nei confronti del mondo esterno un importante ruolo veritativo, senza la quale l’uomo diverrebbe soltanto un abitatore di un onnivoro meccanismo sistemico globale desertificante: una valenza veritativa nella quale l’arte è Apparition: conditio sine qua non.” (testo del prof. Diego Fusaro)

Galleria d’arte BOB ART & FRIENDS
via Maddalena, 3 – 3A
San Pantaleo (OT) – Sardegna -. Inaugurazione: giovedì 20 settembre 2018, ore 17.00
La mostra rimarrà aperta fino a martedì 25 settembre.

L’esposizione è visitabile su appuntamento
Info: Bob Art cell. 339 389 5530

Contributi: Galleria Bob Art & Friends (www.bobmarongiu.it) _ Coast App (live.coast.style)_ Gruppo Zaum (www.gruppo-zaum.com) _ (www.jean-cordova.com)

Diego Fusaro (1983) insegna a Milano filosofia della storia allo IASSP (Istituto Alti Studi Strategici e Politici). Egli è studioso della “filosofia della storia” e delle strutture della temporalità storica, con particolare attenzione per il pensiero di Fichte, Hegel, Marx, Gentile e Gramsci, e per la storia dei concetti tedesca. Tra i suoi libri più fortunati ricordiamo: Bentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario (Bompiani, 2009), Essere senza tempo (Bompiani, 2010), Minima mercatalia. Filosofia e capitalismo (Bompiani, 2012), Antonio Gramsci. La passione di essere al mondo (Feltrinelli, 2015) e Pensare altrimenti. Filosofia del dissenso (Einaudi, 2017). Storia e coscienza del precariato. Servi e signori della globalizzazione (Bompiani, 2018). Il nuovo ordine erotico. Elogio dell’amore e della famiglia (Rizzoli, 2018). Collabora con i quotidiani «La Stampa» e «Il fatto quotidiano». È il curatore del progetto internet “La filosofia e i suoi eroi” www.filosofico.net
Sito web ufficiale: www.diegofusaro.com
www.interessenazionale.net

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Frasi, citazioni, liriche e aforismi

 

“Incatenati sul fondo della spelonca, gli uomini conducono ancora oggi le loro misere esistenze nell’illusione che il mondo capovolto di cui sono spettatori passivi coincida con la libertà, ossia con la sola realtà possibile. Inconsapevoli dello scarto ontologico tra essere e poter essere, vivono come compimento della sola libertà possibile l’asservimento di cui sono vittime fin dalla nascita.”
Diego Fusaro, cit., in Solido cristallo. La sindrome di Siracusa, in Dalla caverna di Platone alla gabbia d’acciaio, in Il futuro è nostro: filosofia dell’azione, Edizione Tascabili Bompiani, Milano, 2014/2016, p. 11.

 

“Invece di nutrire il brulichio primordiale, l’humus fecondo da cui potrebbero nascere infiniti fiori, la propaganda culturale li sterilizza; pianta al suo posto quattro ortensie di carta colorata, che ha fatto lei stessa e di cui è molto fiera, e poi diserba con cura tutto il terreno intorno.”
Jean Dubuffet, cit., in Asfissiante cultura, Edizione Abscondita (Carte d’artisti n° 74), Milano, 2oo6, p. 30; (titolo originale: Asphyxiante culture, 1986, LES ÉDITIONS DE MINUIT).

 

Sovente in queste rive, / che, desolate, a bruno / veste il flutto indurato, e par che ondeggi / seggo la notte; e su la mesta landa / in purissimo azzurro / veggo dall’alto fiammeggiar le stelle, / cui di lontan fa specchio / il mare, e tutto di scintille in giro / per lo vòto seren brillare il mondo.”
Giacomo Leopardi, cit., La ginestra o Il fiore del deserto (lirica), in Canti, opera scritta dal poeta nel 1836 e pubblicata postuma nel 1845, (alternanza di versi settenari ed endecasillabi) vv. 158 – 166.

 

“Si può essere liberi solo se tutti lo sono: la libertà, infatti, consiste in una relazione sociale nella dimensione dei rapporti intersoggettivi. Il sapere che permette al singolo di affrancarsi dalle catene della falsità della manipolazione deve, a sua volta, tradursi in energia pratica in grado di emancipare l’umanità tutta. La liberazione universale è parte integrante della verità contemplata dal singolo che è riuscito a squarciare il velo delle ideologie che saturano in forma invasiva l’orizzonte del pensiero.”
Diego Fusaro, cit., in Solido cristallo. La sindrome di Siracusa, in Dalla caverna di Platone alla gabbia d’acciaio, in Il futuro è nostro: filosofia dell’azione, Edizione Tascabili Bompiani, Milano, 2014/2016, p. 12.

 

Un artista deve essere un’infinità di cose: poeta, naturalista, filosofo.”
Paul Klee, cit., in Diario III (n. 895), primavera 1911.

 

“Io sono io e la mia circostanza, e se non salvo questa non mi salvo nemmeno io”
  Josè Ortega y Gasset, cit., in Meditazioni sul Don Chisciotte, 1914.

 

“Bisogna scoprire l’occhio in ogni cosa”
Giorgio de Chirico, cit., in Zeusi l’esploratore, 1918.

 

“L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile. […]”
Paul Klee, cit., in Confessione creatrice, 1920.

 

Galleria San Lorenzo, esposizione personale, Milano, 2011.
(photo Matteo Tosi, Milano ©)

 

I miei dipinti e le mie sculture non sono parti di sogni, ma sezioni viscerali di realtà: labirinti mentali, dove l’essere umano nasconde la sua linfa più intima. Il caos che diventa vita attraverso i ricordi di una casa, di un pozzo, di vie assolate, di segni blu, di un incendio, di architetture, di città, di natura, di fragili visioni, di morte.
Queste suggestioni mnemoniche rivivono fondendosi col presente, un presente eternamente confuso che precede l’atto creativo.
Non credo in uno sviluppo temporale dell’arte ma in una totale immersione, dove tutto si confonde: passato, presente, futuro e il nulla compreso, dove l’intero diventa presagio e a sua volta immagine.
Jean Córdova

 

My paintings and my sculptures aren’t parts of dreams but visceral sections of reality: mental mazes, where humans hide their most intimate thoughts. Chaos becomes life through the memories of a house, a well, sunny roads, blue signs, a fire, architecture, cities, nature, fragile visions, death.
These mnemonic suggestions live again, blending with the present, a confused present that anticipates the creative act.
I don’t believe in a temporal evolution of art, but in completely immersing in it, where everything is mixed: past, present, future and the nothingness, where the whole becomes an omen and an image.
Jean Córdova

 

 

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